L’orto pubblico di Melbourne: un atto di fiducia nel futuro

Orto pubblico MelbourneUn paio di settimane fa mi trovavo a Melbourne a fare visita a degli amici. E, diciamo la verità, anche per cercare un po’ di sollievo dal caldo tropicale che affligge Brisbane… eh già, è iniziata la stagione caldo-umida, quella dei trenta gradi alle 7 del mattino, che diventano 40 dopo poche ore.

Passeggiando per la città mi sono imbattuta in una bella iniziativa, che mi ha colpita non solo per il suo lato green, ma anche per l’aspetto di profonda civiltà che a mio parere racchiude.
Camminavo lungo la spiaggia di St Kilda quando all’improvviso mi è apparso un grande orto. Verde, curato, luminoso… trasmetteva un senso di pace. Avvicinandomi ho scoperto che non si trattava di un semplice orto, ma di tanti piccoli appezzamenti di terreno che il Comune mette gratuitamente a disposizione dei cittadini che ne fanno richiesta. In questo modo, coloro che abitano in appartamento e non hanno la possibilità di coltivare i propri ortaggi, lo possono fare in un luogo non lontano da casa, che diventa anche un modo per trascorrere il tempo libero dedicandosi alla natura e alla propria salute.

E, venendo all’aspetto “umano”, ciò che mi ha davvero entusiasmata è il modo in cui l’orto è organizzato.

Per prima cosa, da italiana mi sarei aspettata che i singoli appezzamenti di terreno fossero recintati e chiusi da lucchetti e catene.
Invece no! Non solo l’unica recinzione è quella che delimita il perimetro esterno dell’area, ma addirittura il cancello è aperto, e i visitatori possono entrare e passeggiare tra gli orti altrui, annusare i fiori e ammirare i frutti.
Unica limitazione, il cartello all’ingresso che dice: “Se non l’hai coltivato, non raccoglierlo”. Un semplice cartello, nient’altro. Niente lucchetti o catene a custodire ciò che il senso civico degli australiani già salvaguarda spontaneamente.

Veg Out cancello

L’area è dotata di un sistema di irrigazione che ricicla l’acqua piovana e di un contenitore dove è possibile portare i rifiuti organici e lasciarli a fermentare per creare il proprio concime naturale. Ci sono perfino un forno a legna pubblico per cuocere il pane, panchine all’ombra degli alberi per sedersi a leggere o ammirare il frutto delle proprie fatiche e una parte coperta dove si possono lasciare i bambini a dipingere e giocare mentre ci si dedica al proprio orticello.

E infine quella frase, incisa su un’asse di legno grezzo all’ingresso. “Coltivare è un atto di fiducia nel futuro”. Potrebbe esserci qualcosa di più semplice, vero, scontato, eppure così spesso dimenticato ai giorni nostri?

Gardening is an act of faith in the future

Se anche voi, come me, vi siete innamorati a prima vista di questa idea, sappiate che in Italia esistono iniziative simili, anche se purtroppo a pagamento. Nelle aree di Bologna, Roma e Milano ci sono alcune associazioni o privati cittadini che affittano i loro appezzamenti di terreno ad un costo che va dai 300 ai 500 euro all’anno. Non proprio un’inezia… se però pensiamo che il giardinaggio fa bene al corpo e alla mente, rilassa e fortifica i muscoli, qualcuno potrebbe trovarlo un ottimo sostituto della palestra: all’aria aperta e perfino più economico!