La mia Barcellona e quella di Gaudí, l’architetto della natura. Parte Seconda. Parc Güell

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Vi avevo già detto che Barcellona è stupenda? Si, vero? E lo è ancora di più se ammirata da Parc Güell. Anche se per raggiungerlo c’è una lieve salitina, fortunatamente resa agevole nel suo tratto finale da una scala mobile a cielo aperto, in mezzo alle case.

Vi avevo già detto che durante la mia permanenza non c’è stata una sola giornata di sole ma ha sempre piovuto a dirotto? E se ci fosse qualche scettico,  credo che le foto di questo post possano dipanare qualsiasi dubbio. Ma lasciarsi scappare l’occasione di una bella sgambettata nel parco di Gaudí non sarebbe stato ammissibile e  preparatevi a una miriade di saliscendi.

Parc_Güell_sentieri

E se appena varcata la soglia della Sagrada Familia mi sembrava di aver messo piede in una foresta incantata, qui siamo proprio tra il paese dei balocchi e quello delle meraviglie, ve lo dico, con coloratissimi edifici che ci danno il benvenuto,

Parc_Güell_ingresso

animali fantastici,

Parc_Güell_salamandra

mosaici, grotte e strani portici che sai dove iniziano e non sai dove finiscono. Magari nella tana del Bianconiglio.

Parc_Güell_seduta_particolare

Parc_Güell_grotta

E poi c’è la casa di Gaudí, abitata prima del trasferimento nel cantiere della Sagrada Familia, che stupisce per la sua semplicità,

Parc_Güell_casa_gaudi

in netto contrasto con l’opera straordinaria di questo architetto, che fa immaginare che un mondo irreale  possa esistere davvero.

 

Foto: made only with iphone