Gli abitanti delle Fiji e la palma da cocco, un esempio di sfruttamento ecologico dei doni della natura

Palma da cocco

Cosa c’è di meglio di un ponte pasquale per una vacanza all’insegna del relax assoluto?

Il bello è che, quando si è dall’altra parte del mondo e a tre ore di volo dagli atolli sperduti nel Pacifico, un semplice weekend lungo può trasformarsi in una vacanza alle isole Fiji!

In questo arcipelago di 332 isolette, molte delle quali disabitate, i gruppi etnici principali sono i figiani e gli indiani. Una delle informazioni più curiose che ho avuto riguarda proprio il fatto che gli indiani costituiscono quasi la metà della popolazione delle Fiji, a causa della politica coloniale britannica. Negli anni Settanta dell’Ottocento, infatti, la Gran Bretagna conquistò le Fiji e iniziò ad inviarvi lavoratori indiani che si occupassero si sviluppare il business della canna da zucchero. Da allora gli indiani, ormai stabiliti qui da diverse generazioni, detengono il potere economico e sono proprietari della maggior parte delle attività commerciali e turistiche.

Il popolo figiano, rimasto anche per questo povero, continua tutt’ora a spartirsi le poche risorse non di proprietà dei colonizzatori.
Quella che cresce più in abbondanza e spontaneamente è la palma da cocco.
Parlando con la popolazione locale ho avuto occasione di apprendere come essa sia un valido esempio di sfruttamento ecologico delle risorse naturali. Della palma da cocco, infatti, il popolo figiano utilizza ogni parte, senza sprecare niente.

Naturalmente il cocco è per prima cosa l’ ingrediente principale di ogni piatto tipico locale. Del cocco viene usato soprattutto il latte, che consiste in cocco grattugiato e poi spremuto fino a ricavarne una crema più o meno densa. Il liquido contenuto all’interno della noce, detto acqua di cocco, è invece una bevanda rinfrescante contro la disidratazione provocata dalla calura tropicale.
La noce, come siamo abituati a vederla, è di solito di colore marrone. Tuttavia ho scoperto che anche quando è ancora verde può essere mangiata: in questo caso la sua polpa è talmente tenera che la si può scavare con un cucchiaino.

Tornando al latte di cocco, esso è la base di molto piatti, non solo dolci. La zuppa servita come antipasto, il kokoda, è composta di verdure locali e pesce crudo marinato, appunto, nel latte di cocco. Anche il fish Lolo, il pesce pescato nel mare locale, è cotto nel latte di cocco e servito con verdure e crema di cocco, oppure arrostito e poi immerso, ancora una volta, in una zuppa di latte di cocco e verdure.

Fijian Kokoda

E non è tutto! La polpa e il latte di cocco sono anche dei prodotti di bellezza, che nutrono la pelle e i capelli stressati dal sole grazie alle loro proprietà idratanti…e al loro golosissimo profumo!

E il guscio della noce? Una volta svuotato, viene tagliato in due parti e si trasforma in un ottimo contenitore per la zuppa di kokoda e fish Lolo.

Ma della palma si utilizza anche il legno del tronco, la principale risorsa per la costruzione dell’arredamento e delle abitazioni. Fino a pochi anni fa, infatti, queste ultime consistevano in semplici capanne, che avevano la capacità di mantenersi fresche di giorno e calde di notte, quando la temperatura scende anche di molti gradi. Oggi invece le abitazioni tradizionali sono state per lo più sostituite da case con le fondamenta, a causa dei violenti uragani tropicali che spazzano via tutto ciò che trovano sul loro cammino.

Anche le foglie della pianta sono una risorsa preziosa, sia nell’edilizia sia nella creazione di svariati oggetti. Un tempo usate per rivestire i tetti delle capanne, ancora oggi ricoprono i tetti delle case di cemento, in quanto sono un ottimo isolante.
Esse vengono inoltre sapientemente intrecciate per creare ceste, ombrelloni, stuoie e giocattoli per i bambini a forma di animali. Inoltre trovano impiego in cucina, dove avvolgono il pesce prima della cottura al vapore o in forno (l’equivalente del nostro “pesce al cartoccio”).

Cesta di palma da cocco

Insomma, come vedete abbiamo molto da imparare da questi popoli che, a causa della povertà, sono costretti a fare un uso creativo delle poche risorse a disposizione. E noi Coccinelle crediamo che tutti, nel nostro piccolo, possiamo impiegare nella vita di tutti i giorni la fantasia contro gli sprechi!