StartUp&Co: i giovani talenti fanno fortuna grazie al web

Qualcuno già li chiama gli “startupperoi”: sono i giovani talenti italiani che a soli 20-25 anni fondano la loro impresa sulgrow the planet web. Negli ultimi tempi, grazie alla forza dirompente del web, sempre più insostituibile nella vita quotidiana di ognuno di noi, e a quella altrettanto violenta della crisi, le start up sono fiorite a decine.
Segni particolari: offrono un servizio che prima non c’era, a tempo e costo zero, sempre a portata di click.
Si tratta per lo più di ragazzi con la passione per la tecnologia e l’informatica, spesso sono ingegneri, ma c’è spazio davvero per tutti: anche un sito di ricette di cucina può diventare una start up, se trova una formula per distinguersi dalla miriade degli altri siti o blog simili, e iniziare a monetizzare il servizio offerto grazie alla vendita di spazi pubblicitari o di prestazioni innovative e, di solito, a costi contenuti.

Quello che conta, insomma, è l’idea. Originale, fantasiosa, all’avanguardia, ma anche di nicchia: l’importante è che copra un segmento, anche piccolo, che ancora risulta scoperto.  L’investimento iniziale c’è, ma è contenuto perché tutto si svolge sul web, senza spazi fisici da affittare e licenze da pagare, almeno all’inizio. Dopo un paio d’anni in media, se il sito ha raggiunto una certa popolarità in termini di visite, arrivano anche gli investitori pubblicitari… e con essi le prime soddisfazioni!

Si stima che in Italia le start up siano circa 25mila, 5-6 mila aziende con 4-5 addetti. Sono giovani stanchi di un’università che non dà stimoli, della ricerca esasperante di un posto di lavoro dove non siano solo “dei numeri”, di sentirsi definire “bamboccioni”, che decidono di provare a mettersi in proprio. Magari all’inizio un po’ per gioco, incoraggiati dal decreto Salva Italia del governo Monti, che ha introdotto la possibilità per i giovani under 30 di fondare Srl con 1 euro di capitale sociale.

Nel campo green vi segnaliamo Grow the Planet, nata nell’incubatrice di start up H-Farm. Nel 2011 è stata tra le dieci finaliste del TechCrunch Disrupt, evento mondiale in cui vengono presentate le migliori start up dell’anno.
Grow the Planet è un social network che mette in contatto gli amanti di uno stile di vita sano, che coltivano il proprio orto per nutrirsi di prodotti della terra a km zero – o vorrebbero iniziare a farlo-. Si tratta di una specie di Farmville nel mondo reale: si incontrano persone vere, ci si scambiano consigli da mettere in pratica nella realtà. Gli utenti possono trovare e postare suggerimenti. Quali ortaggi piantare in questo periodo, le cure richieste, irrigazione, potatura e tutti i trucchi del mestiere per un orto rigoglioso e fiorente, che sia in aperta campagna o sul vostro terrazzino di città.
L’idea piace anche a noi Coccinelle, perché permette di fare amicizia con persone che coltivano le nostre stesse passioni –in senso letterale e in senso lato!-.  Ci ha incuriosite anche perché è innovativa. Prima nessuno offriva un servizio simile: se volevi sapere quando piantare le fragole, dovevi aggirarti per tutto il web raccogliendo e confrontando informazioni qua e là. E non era così facile entrare in contatto con persone che condividessero l’hobby dell’orto, fino a poco tempo fa ritenuto “cosa da nonne” e oggi passatempo di molti giovani fan di Michelle Obama.

Allora, pronti per la vostra start up green? Beh, detto così suona avventato, ma il futuro secondo noi Coccinelle è proprio qui: un’idea, un servizio che manca, la sua diffusione attraverso il web a costo zero per gli utenti… dopo tutto, basta un po’ di fantasia e il gioco è -quasi- fatto!

1 Comment

  • Vaporetto ha detto:

    In italia gli incubaotri si contano sulla punta delle dita. Rimane sempre il fatto che certe volte basta un pò di inventiva per iniziare con pochi soldi un fiorente busienss online. Sono i ridotti costi fissi la vera fortuna del web.
    Sara

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