Liquirizia per l’estate, anche se particolare

liquirizia

Milano 28 luglio h. 21.40, interno soggiorno.

Nella città meneghina si è appena concluso l’ennesimo temporale della stagione. Uno dei tanti che stanno facendo somigliare questo luglio ad un ottobre avanzato che manco ho voglia di spulciare tra i costumini in saldo e mi sono ritrovata oggi a provare una giacca in lana cotta. Per dire.

In questi giorni fatti di tweet che inveiscono contro le condizioni meteo però  mi diverto a trovare le cose positive di questa estate particolare. E qualcuna l’ho pure trovata:

–          Vuoi mettere andare a correre con questa frescura ,senza l’afa che quando esci da casa sei già una pozza senza aver fatto un passo? Meraviglia pura.

–          La felicità di un raggio di sole, le rare volte che fa capolino. Che le cose come sempre si apprezzano di più quando ne sentiamo la mancanza. A me vitamina D.

–          ll meteo che ci sta risparmiando i nomi delle perturbazioni/ondate di calore.  Li avranno finiti? Comunque sia, sentitamente ringraziamo.

–          La mia pressione che per quanto bassa, con l’assenza di afa, la mattina mi risparmia quelle vertigini che pare mi sia bevuta due bicchieri di vino a stomaco vuoto. A me che sono praticamente astemia.

Nel dubbio però qualche radice di liquirizia meglio averla in casa. Naturale. Con quel sapore ruvido, quasi di terra. Possibilmente calabrese.

Così metti che a un certo punto l’estate arriva e con lei una delle tanto temute ondate di afa, io sarò preparata.  Metti  inoltre che ti mangi pure i piedi del tavolo, come succede ultimamente a me da quando corro e che però sti piedi non li digerisci più come quando avevo 15 anni.  Allora che liquirizia sia.

Da provare anche nella versione tisana.

Mi saprete dire.