La mia personale Agopuntura

Racconto semiserio su come ho superato la paura degli aghi e ho affrontato la prima seduta di agopuntura.

Un altro giorno con la mia “amica” emicrania, un altro giorno in cui mi devo rinchiudere in casa al buio e un’altra serata fuori che devo disdire.

E’ stata quella sera in cui un’ennesima uscita con degli amici saltava per colpa di un’“amica”, a cui non voglio particolarmente bene e che ho deciso di provare a far uscire dalla mia vita seguendo il consiglio di mia zia (abbiamo “l’amica” in comune): l’agopuntura. Nonostante i miei 32 anni non sono particolarmente coraggiosa e benché fossi attratta da questa disciplina cinese, l’idea di diventare un puntaspilli non ha mai entusiasmata molto. Ma quel giorno ero arrivata al limite … così sfogliando un po’ di libri sulle medicine alternative e leggendo articoli di giornale ho trovato lo studio che faceva al caso mio (che qui non nomino, potete però scrivermi in privato federica@leduecoccinelle.it).

Prima seduta: mi sudano le mani, è ufficiale non sopporto gli aghi e mai li sopporterò, però faccio buon viso a cattivo gioco fingendo di essere rilassata. Mi sono informata e dicono che l’agopuntura procuri uno stato di relax e benessere, che tra l’altro è l’espressione che hanno i miei compagni di avventura nella sala d’aspetto, per cui fingo anche io di averla e abbozzo sorrisi, finché sento il fatidico“Federica, vieni”. Ecco è il mio turno, mi stendo sul lettino, arriva il dottore e ribadisco anche a lui quello che in un tragitto di un metro, dalla sala d‘aspetto alla saletta per la terapia, ho specificato a tutte le persone con camice bianco che incontravo “ehm, ho paura degli aghi”. Il dottore sorride (beato lui, io ho la tremarella) con aria rassicurante. Chiudo gli occhi cercando di immaginare di essere altrove, a fare shopping, a cena nel ristorante biologico che mi hanno consigliato la settimana scorsa, anche essere in ufficio potrebbe essere meglio in questo momento. La voce del dottore interrompe i miei rutilanti pensieri: “Ecco fatto, buon riposo!”. “Fatto? buon riposo?” In quel momento mi sono sentita la bambina della pubblicità a cui facevano una puntura e la cui reazione era “già fatto????” e diciamo la verità mi sono anche sentita un po’ ridicola per essermi preoccupata tanto.

Appurato che il dolore è inesistente però ancora dubito sul fatto che, consapevole tanti piccoli aghetti, io possa rilassarmi ….Questo è stato il mio ultimo pensiero prima di essere “risvegliata” dal suono del timer che dopo 20 minuti sanciva la fine della mia seduta: ebbene si mi ero quasi addormentata ….

Non avrei mai pensato di avere voglia di tornare a farmi bucherellare e invece è proprio così, due sedute a settimana che sono diventate un momento tutto mio in cui rilassarmi, pensare, fare un sonnellino, insomma sentirmi coccolata.

Ancora è troppo presto e non posso dire se la terapia sia efficace in maniera definitiva contro la mia “amica” emicrania, ma non mancherò di tenervi aggiornati. Di una cosa però sono sicura: amici che non mi vedono da un po’ di tempo sono piacevolmente sorpresi dalla mia aria rilassata…e già questo è fonte di grande soddisfazione.