Io faccio la maglia e tu? Come il tricot è diventata una mia passione

Avvertenze alla lettura: fare la maglia, detto all’italiana, è recentemente stato affiancato dal termine knitting all’inglese o tricot alla francese. In questo post troverete tutte le definizioni, per non farci mancare nulla, con l’aggiunta del termine tricottare un mix coniato nella mia famiglia.


Si è così, io la sera lavoro a maglia e l’ho reso pubblico recentemente in più di un tweet. C’è stato un tempo in cui dopocena uscivo gettandomi nella movida milanese a fare due balletti come se non ci fosse un domani, mentre ora faccio punti a maglia e la cosa bella è che mi piace e tanto.

Io non sono mai stata una incline al lavoro manuale, vi basti sapere che mia madre fa la sarta e io non so nemmeno attaccare un bottone a una camicia. Però poi a un certo punto mi sono detta che  tutto questo battere sulla tastiera tutto il giorno, sempre davanti allo schermo di un pc doveva essere affiancato da qualcosa di diverso. Ho sentito il bisogno di produrre qualcosa per me e per gli altri. Vi ricordate il post sulla magliaia? Da li è iniziata una sorta di sfida personale con un preciso obiettivo: creare i maglioni da sola, proprio così: bai maiself.

Così un bel giorno prendo mia madre che vanta una pluriennale esperienza nel campo e le dico “insegnami a fare a maglia, anche se ho 33 anni e non ti ho mai chiesto niente di simile”.

Non temete se non avete nessuno che vi può dare una mano, la bibliografia sul tema è ampia e in edicola troverete sicuramente la rivista che fa per voi o meglio ancora fate una una piccola ricerca su internet e troverete dei graziosi videini che vi faranno da tutorial. O ancora potete chiedere a me che oramai sono proiettata verso il mirabolante Olimpo del tricot.

Non potete capire la soddisfazione di indossare un delizioso set fatto da me composto da sciarpa più cappellino che in ufficio me lo invidiano tutti, lo so.

Sono partita dal punto legaccio e ne sono diventata la regina, poi un po’ di rovescio ed ecco che mi destreggio meravigliosamente tra maglia rasata, costa inglese e grana di riso.

Credetemi tricottare vi rilasserà, soprattutto se praticato la sera prima di addormentarvi, vi farà scoprire una manualità che non pensavate di avere e vi farà avvicinare all’autoproduzione che sembra una roba da invasati che preparano in casa la qualunque ma non è così e vi posso garantire che se autoproduco io, che sia una sciarpa, che sia il basilico sul balcone o il tofu, lo può fare chiunque.

Ho scoperto di recente che il knitting è anche una passione per molte celebrieties tra cui Julia Roberts, Kristin Davis e udite, udite anche Sarah Jessica Parker. E se lo fa lei,  ve lo dico, il tricot potrebbe diventare la mia ragione di vita.

 

Qualche dritta su dove compro la lana a Milano che pare che i negozi di filati stiano diventando una rarità:

–          La Botteguccia in zona Navigli dove potete trovare anche lane grezze e filati da lavorare con ferri più grossi

–          Lanar in zona Porta Venezia dove regnano varietà e qualità

 

Foto Credits: Tumblr, Google Images