Io, ciclista temeraria nel traffico di Brisbane

ciclista Brisbane“In Australia è inutile avere un mezzo di trasporto proprio, ci si muove benissimo a piedi o con i mezzi pubblici”.

Questa frase, che mi ero sentita ripetere almeno una decina di volte prima di partire per la mia avventura, è vera solo in parte. Ma questo l’ho scoperto dopo essere arrivata qui.
Spostarsi a piedi è bello davvero perché Brisbane, come le altre grandi città aussie, è pulita, ricca di verde, con lunghi percorsi pedonali lungo il fiume. E’ anche vero che le distanze sono ampie e, per quanto gli australiani siano in media sportivi e buoni camminatori, quando alla mattina bisogna correre al lavoro la passeggiata non è sempre possibile.

I mezzi pubblici, altrettanto accoglienti ed efficienti, sono molto costosi per una persona come me, appena arrivata dall’Italia e ancora alla ricerca di lavoro.

Che fare allora?

Scartata l’idea di rischiare la bancarotta e anche quella di interminabili camminate notturne verso casa, ho pensato di risolvere l’amletica questione spostandomi in bicicletta. Così ieri ho dato il via all’esperimento.
Superata con successo –per ora- la sfida di abituarmi al fatto che qui si guida con il volante sulla destra e che quindi i sensi di marcia e le precedenze sono invertite rispetto alle nostre, ho dovuto scoprire a mie spese che alle 8 di mattina tutto il mondo è Paese. Ovvero: anche in una nazione dalle regole ferree quale è l’Australia, il guidatore impazzito che si fa portare dalla macchina invece di essere lui a portarla, è una realtà. Per non parlare degli autisti di autobus spericolati che quasi ti schiacciano tra la fiancata e il marciapiede quando accostano alla fermata. E delle mamme in perenne ritardo che rileggono la lista dei to do della giornata mentre accompagnano i figli a scuola e parlano al telefonino con il commercialista.

Insomma, mi illudevo che il traffico a Brisbane fosse remoto quanto un bel piatto di spaghetti pomodorini freschi e basilico, ma mi sbagliavo di grosso!

Tuttavia, mi sono detta, se sono sopravvissuta per anni nella spericolata giungla milanese, cosa può fermarmi qui? Senza indugiare troppo sui possibili rischi ho digitato www.gumtree.com.au, il più popolare sito di annunci in Oz, dove si trova davvero, ma davvero di tutto, e ho scelto la mia compagna di viaggio: una second hand bicycle blu fiammante dall’aria un po’ vintage, di cui mi sono innamorata a prima vista.

E adesso alla mattina mi unisco anch’io ai numerosi ciclisti che sfrecciano a tutta velocità lungo il Brisbane River, per le vie del centro e nei grandi viali periferici. Guardarli è curioso perché sembra proprio che siano tutti impegnati nel Tour de France piuttosto che nel raggiungere il posto di lavoro.
Caschetto calato in testa (imposto per legge), abbigliamento tecnico traspirante, luce e catarifrangenti sia sulla bici sia sul casco (solo quella anteriore sarebbe obbligatoria, ma loro abbondano), borraccia che spunta dalla tasca dello zaino da escursionisti in cui, ne sono quasi certa, alloggiano i vestiti di ricambio che compaiono magicamente appena arrivati in ufficio.

Dopo pochi giorni mi sento già una di loro e sono contenta di proseguire anche qui la mia battaglia a favore dei trasporti a impatto zero!