Il mio weekend di primavera e la scoperta della campagna Visoni Liberi

Lo scorso fine settimana Isotta (nds: la mia bicicletta) è uscita dal letargo, si è sgranchita le ruote ed io con lei. Abbiamo approfittato del primo week end di primavera per goderci la città muovendoci solo ed esclusivamente pedalando. Perché non c’è niente come la bicicletta che permette di conoscere a pieno ciò che ci sta intorno.

Notare ogni singola aiuola verde che quando arriva la primavera vengono prese d’assalto dalle primule, scoprire quel palazzo liberty restaurato che non avevo mai notato prima e perdersi per le stradine del centro che se anche vivo a Milano da non so più quanti anni, scopro sempre un vicolo in cui non sono mai stata.

E così sabato e domenica abbiamo fatto ciao ciao con la manina a febbraio e all’auto. E come noi hanno fatto tanti altri, il centro e i parchi infatti erano pieni zeppi di gente. Ma a me i bagni di folla piacciono.

L’occasione è stata anche propizia per imbattermi sabato pomeriggio in una manifestazione contro gli allevamenti di visoni. Non c’è bisogno di dirvi che a noi le pellicce piacciono solo sintetiche, vero?

Non sapevo della campagna Visoni Liberi promossa da  Essere Animali e da Nemesi Animale, due associazioni che hanno documentato le condizioni degli allevamenti di visoni in Italia per più di un anno e mezzo, con lo scopo di far uscire allo scoperto queste realtà poco conosciute in cui ogni anno vengono uccisi 170mila esemplari.

Non sapevo che questi poveri animali, per ricavare pellicce o inserti di pelo, vengono rinchiusi in minuscole gabbie e abbattuti barbaramente in camere a gas .

Non sapevo che i visoni sono animali solitari, amanti delle lunghe nuotate e capaci di percorrere chilometri al giorno. La prigionia nelle gabbie, spesso a strettissimo contatto con molti altri loro simili, provoca quindi condizioni di stress psicologico e porta gli animali spesso a farsi male l’un l’altro o addirittura a provocarsi lesioni, auto ferendosi.

In Europa molti paesi stanno già vietando gli allevamenti di animali da pelliccia: l’ Olanda, l’ Austria, il Regno Unito o la Svizzera sono solo alcune delle nazioni che hanno deciso di fermare tutto questo. E la campagna Visoni Liberi vorrebbe che anche l’Italia dicesse basta a questa barbarie e noi con loro.

Tutti quanti possiamo sostenere l’iniziativa e fare qualcosa nel concreto:  il gesto più semplice è quello di non comprare pellicce a meno che non siano sintetiche ma possiamo anche firmare la petizione online promossa dall’iniziativa e diffondere il più possibile il messaggio della campagna per far si che anche nel nostro paese le cose possano cambiare.

 

 

 

2 Comments

  • Nata Disordinata ha detto:

    Ovviamente sono d’accordissimo con voi sulle pellicce, ma mi sono resa conto che non so proprio niente dei visoni!Grazie per avermi fatto imparare qualcosa.
    Auguro anche un fine settimana come quello appena passato, ma visto le previsioni…

    • Federica ha detto:

      Sono contenta che questo post ti abbia fatto scoprire qualcosa in più sui visoni e su come per produrre pellicce siano costretti a vivere. A presto!

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