Il manifesto per ciclisti più sicuri: anche le Coccinelle aderiscono!

Andare in bicicletta in cittàDa ormai 7 anni quasi ogni giorno mi avventuro in bicicletta per le vie di Milano. Dico “avventuro” perché in effetti a Milano andare in bicicletta per strada negli orari di punta è davvero un atto di coraggio!
Anche prima di inziare a lavorare usavo la mia valorosa due ruote rosa antico degli anni Ottanta per andare all’università. In entrambi i casi l’esclamazione di stupore quando ne parlo è sempre la stessa: “Ma non hai paura?” Ebbene sì, di paura ne ho, soprattutto perchè quasi ogni giorno giornali e telegiornali parlano di ciclisti investiti da distratte auto in corsa, oppure scippati e trascinati a terra dai borseggiatori. Però sono convinta che, quando le distanze lo permettono, sia un ottimo mezzo di trasporto per diversi motivi e quindi resisto nella speranza che si moltiplichino finalmente le piste ciclabili come promesso dalla nuova giunta comunale.

Le due ruote infatti fanno bene all’ambiente, alla salute…..e naturalmente al portafoglio!
Non solo si evita l’inquinamento, ma si riduce anche la quantità di veicoli in circolazione e quindi traffico e rumore.
Pensate che gli esperti sostengono che 40 minuti di pedalata tre volte a settimana, in abbinamento ad uno stile di vita sano e alla pratica di uno sport (anche poco impegnativo, come la classica palestra), aiutino a qualsiasi età a mantenersi in forma. Infatti pedalare fa bruciare calorie, migliora la circolazione delle cosce -che per noi donne costrettte alla scrivania di solito è un vero e proprio cruccio!- e il fiato. Tra l’altro sperimenterete voi stessi che anche l’umore vi ringrazierà! Infatti pedalare, soprattutto adesso che andiamo incontro alla bella stagione, è un ottimo modo per scaricare le tensioni e rilassarsi sia alla mattina prima di arrivare al lavoro sia alla sera dopo una giornata frenetica.
Per ora l’esercito dei ciclisti nelle grandi città è ancora contenuto, ma le statistiche dicono che stiamo diventando sempre di più: almeno il 25% di chi risiede in Italia usa la bici d’abitudine o occasionalmente. Complice anche il costo della benzina che per molti è diventato davvero insostenibile.
Anche in questo caso l’unione farà la forza? Io spero proprio di sì! Nel web, e soprattutto su Facebook, stanno prendendo molto piede i gruppi che promuovono manifesti salva ciclisti. Sono nati per non dimenticare chi è rimasto vittima dello scarso rispetto degli automobilisti e propongono alcune regole di buonsenso per tutelarci. Il movimento Pedale Pride è partito in Gran Bretagna, creato da alcuni giornalisti del Times che si sono mobilitati in sostegno di una loro collega, Mary Bowers, travolta e finita in coma. Il messaggio è dilagato spontaneamente nel web e anche diversi quotidiani italiani hanno accolto la richiesta del Times di diffondere il manifesto. Ecco gli otto punti proposti:

1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote

2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato

3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.

4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.

5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.

6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.

7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays

8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme

Sono sicura che starete pensando: “Certo, se aspettiamo che tutte queste norme vengano scritte e poi attuate avranno inventato il teletrasporto prima che riusciamo a salire in sella per andare al lavoro”…. Beh, inatanto noi Coccinelle aderiamo e diffondiamo il messaggio! Nel frattempo qualche consiglio per tutti: tenete sempre la destra e non occupate il centro della carreggiata, dotatevi di luce, gilet con catarifrangenti da indossare sopra la giacca e caschetto, usate zaini e borsette a tracolla al posto della borsetta nel cestino, troppo appetibile.
Ah…non irritatevi per con automobilisti che suonano il clacson e vi riempiono di insulti perchè sono in ritardo e voi rallentate la loro corsa… that’s Italy, fa tanto folklore 🙂