Il biocaminetto che scalda il nostro Natale

Quando penso al Natale mi viene subito in mente l’immagine di un caminetto con la legna scoppiettante, di fianco un abete tutto illuminato e colorato, fuori la neve che cade fitta e si deposita sul davanzale della finestra tutta caminimoderni.itappannata dal calore che si diffonde nella stanza…. un po’ vecchio film di Natale, un po’ ricordo nostalgico di quei disegni che coloravamo da bambini o delle decalcomanie che le maestre attaccavano ai vetri della scuola…
Immagine suggestiva, certo. Ma il caminetto inquina, la legna che bruciamo potrebbe essere impegata in molti modi più utili, senza contare che in città è quasi impossibile averlo, a meno che non sia stato previsto nella struttura originaria di qualche antico palazzo.
Oggi però, complice il lancio negli ultimi anni di biocaminetti di ultima generazione, la passione per il focolare domestico da cui farsi coccolare nelle fredde sere d’inverno sta tornando ad essere very cool.
Si tratta di caminetti alimentati a bioetanolo, assimilabili ad un vero e proprio complemento d’arredo, un po’ ritorno alla tradizione e un po’ nuova frontiera del design d’interni. Il bioetanolo è un combustibile liquido, che non ha bisogno di canna fumaria in quanto, bruciando sotto i 400°C non crea né fumo né altri residui. Oltre a non inquinare quindi ci risparmia la fatica dello stoccaggio della legna e della pulizia della canna fumaria. Il bioetanolo è prodotto mediante un processo di fermentazione della biomasse, cioè da prodotti agricoli ricchi di glucosio come canna da zucchero, amidacei, vinacce e cereali. Oggi il maggior produttore ed esportatore al mondo è il Brasile. Gli Stati Uniti nel 2005 hanno previsto forti sovvenzioni agli agricoltori per aumentare la produzione di questa preziosa fonte di energia alternativa al petrolio e la Svezia si è posta l’obiettivo ambizioso di essere il primo stato a diventare, entro il 2020, indipendente dall’importazione del petrolio proprio grazie alla sua sostituzione con bioetanolo per alimentare il trasporto su strada.

Ma quanto costa l’etanolo per uso domestico? I caminetti in commercio ne consumano all’incirca tra 0,3 e 1,2 litri all’ora, per un costo che va da 3 a 4 € a litro. Certo, non è poco se si considera che un chilo di legna da ardere costa circa 40 centesimi. Inoltre il bioetanolo è ottenuto come abbiamo visto da materie prime, come mais e canna da zucchero, che non è certo il caso di sprecare vista l’emergenza umanitaria a cui assistiamo in diverse parti del mondo a causa della scarsità delle principali fonti di nutrimento, i cereali appunto. Inoltre si stima che un biocaminetto che consuma 0,3 litri di etanolo all’ora emetta una percenutale di anidride carbonica pari a 3 candele.
Insomma, che conclusione possiamo trarne? Direi che, se proprio vogliamo concederci il piacere di un ambiente caldo e accogliente che ci avvolga quando rientriamo stanchi nella nostra “tana”, di certo questi caminetti moderni sono da preferire a quelli a legna, decisamente più inquinanti. Il vantaggio di risparmiare la legna non va sottovalutato. Infatti, quanti decenni ci si impiega per far crescere una foresta di alberi e quanti mesi per un campo di mais?
Detto questo, meglio non illuderci troppo sul fatto che il biocaminetto sia davvero ecologico!

Foto credits: www.caminimoderni.it