E io che pensavo che i Water Warriors fossero una squadra di pallanuoto…

L'Australia e BrisbaneChe l’Australia fosse un paese tendenzialmente secco e desertico ve l’avevo preannunciato e, del resto, è cosa risaputa. Quello che non mi aspettavo è che la questione della carenza d’acqua fosse così tanto sentita anche nelle grandi città come Brisbane, capitale del Queensland e terza città dell’Australia per importanza dopo Sidney e Melbourne.
E invece è proprio così! I richiami alla necessità di risparmiare acqua sono talmente presenti che anche il più integerrimo scialacquatore qui si farebbe delle remore… figuriamoci una delle Due Coccinelle!
Lunedì ho iniziato un corso d’inglese, che sarà la mia principale occupazione a Brisbane mentre cerco casa e lavoro. E, pensate un po’, perfino alla welcome session si è finiti a parlare dell’argomento. Quasi scusandosi, ci hanno fatto presente che se qualcuno si dovesse mostrare particolarmente attento a quanta acqua usiamo per lavare i piatti, per fare le lavatrici o perfino interrogarci su quante volte al giorno laviamo le mani, non dovremo interpretarla come una scortesia nei confronti degli stranieri. Semplicemente è il governo stesso che chiede ai cittadini di contribuire alla  sensibilizzazione dei nuovi arrivati.

E meno male che a scuola ero stata tranquillizzata, perché la sera stessa, tornando all’ostello dove risiedo temporaneamente, ho notato che lo specchio del bagno era costellato di targhette adesive blu a forma di nuvoletta, tutte intitolate Water Warriors. Su ognuna c’era scritto un consiglio diverso, ad esempio: i
Water Warriors fanno docce di meno di quattro minuti, i Water Warriors chiudono il rubinetto mentre si lavano i denti, si fanno lo shampoo e addirittura mentre si insaponano le mani!
Ma questa è una forma di terrorismo psicologico, ho pensato! Mettetevi nei miei panni: nonostante Milano sia una delle città più umide d’Italia, in cui le falde acquifere spesso superano i livelli di sicurezza, io mi ostino a usare la doccia anziché la vasca da bagno per solidarietà con le tribù dell’Africa che devono fare chilometri e chilometri a piedi per arrivare al pozzo più vicino e non hanno mai nemmeno sperimentato cosa significhi acqua corrente. Dopo il mio incontro ravvicinato con lo specchio del bagno, ora i miei passaggi sotto la doccia sono più fulminei di quelli dei carcerati a cui il secondino impone il cambio ogni due minuti! 🙂

INFO: http://www.brisbane-australia.com/