Dopo una lunga attesa, i colori della primavera

Che quest’anno abbia fatto la preziosa come una donna al primo appuntamento non serve che ve lo dica perché lo avete visto e sentito, date le temperature, anche da voi. L’attesa infinita.

L’attesa del colore rosa degli alberi da frutto che siano ciliegi oppure peschi poco importa, il fascino è lo stesso e ogni anno è come se fosse la prima fioritura che vedo, mi stupisco ogni volta come una bambina, ancora di più se lo spettacolo si consuma in pieno centro a Milano.

L’attesa di quel profumo, che lo senti nell’aria che la temperatura è cambiata anche se magari il maglioncino ancora in borsa te lo porti, la stessa aria che spinge le rondini di nuovo qui con i loro voli allegri e veloci.

L’attesa del colore acceso dei prati che come sono verdi a primavera non lo sono mai durante l’anno. Una sfumatura unica che sboccia dalla terra bagnata e brillante. Quel colore su cui adagiarsi e godersi le prime giornate di tepore.

L’attesa dell’azzurro che ruba prepotentemente il posto al grigio e al bianco dell’inverno, lo stesso azzurro dei primi laghi, del primo mare quando ancora non è così caldo da farci il bagno ma talmente irresistibile da doversi bagnare, almeno un po’.

E i mille colori che aspetto e che scopro a ogni angolo, perché ogni giorno che passa un pezzo di natura si risveglia,  che sia il giallo delle primule o il rosso del primo geranio spuntato dopo un lungo inverno. E ogni scoperta è sempre una meraviglia.

 

 

Foto Credits: tumblr

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