Che cos’è l’agritettura? Non solo fusione linguistica….

agritetturaLa prima volta che ho sentito parlare di agritettura è stato ascoltando un servizio alla radio e lo strano binomio composto da agricoltura e architettura mi ha subito incuriosita. Sembra complicato, in realtà è molto semplice e mi sono ricordata di quando mi sono trasferita a Milano e la cosa che mi ha maggiormente stupita non sono state tanto le tonnellate di cemento (sapevo benissimo che non avrei trovato prati fioriti), quanto i rami degli alberi che facevano capolino dai tetti dei palazzi, lasciando presumere un modo tutto nuovo di concepire il giardino e la cura delle piante, creando il loro habitat in alto, sui tetti. Oggi questo concetto si è evoluto e ora non si parla più di semplice pollice verde ma di vera e propria agricoltura, anzi di agritettura.

Per me che vengo dalla campagna è un po’ strano pensare a un orto creato sul cemento oppure ad un palazzo concepito per accogliere delle coltivazioni, eppure è possibile e, grazie a questa nuova voglia di tornare alle origini, possiamo pensare ad un modo più sostenibile di vivere la città.

Ma in sostanza cosa è l’agritettura? La possiamo definire come la volontà di concepire l’urbanizzazione pensando anche alla sostenibilità dell’ambiente e al benessere delle persone. Via libera allora al recupero degli spazi dismessi creando parchi o aree verdi nel rispetto della biodiversità, oppure a nuovi palazzi costruiti e progettati per contenere aree coltivabili (ad esempio sui tetti).

In Italia pian piano stiamo assistendo ad un aumento della sensibilità su  questo tema, che non nasce purtroppo nel nostro paese, ma vede tra i primi casi oltre oceano. Il famoso “Park on the Sky” di New York ad esempio, dove a una linea ferroviaria dismessa viene data nuova vita e trasformata un giardino pubblico fruibile dai newyorkesi. In Europa vale la pena citare paesi come la Germania dove ampissima diffusione hanno i tetti delle case provvisti di terriccio su cui far crescere fiori e piante, ovvero i tetti verdi (“Green Roof” ) che sono una pratica comune già da molto tempo, basti pensare che erano previsti nel piano regolatore di Monaco di Baviera già dagli anni ’80.

Scommetto che l’iniziativa inizia a piacervi, anche noi ci siamo subito entusiasmate. Ma cosa si possiamo fare concretamente per abbracciare la filosofia dell’agritettura?

Se viviamo in un palazzo costruito non proprio recentemente,  introdurre alcuni cambiamenti potrà richiedere un po’ di tempo, ma soprattutto l’idea di modificare le cose potrebbe non essere accolta di buon grado da tutti i condomini. Nel nostro piccolo però possiamo fare in modo che sia proprio la nostra casa la base di partenza per una trasformazione più grande, che renda più a misura d’uomo la nostra città. E ripensando ai rami degli alberi che fanno capolino dai balconi, anche se non abitiamo in un attico, uno dei passi che possiamo fare è quello di dedicarci alla cura delle piante e dei fiori. Non sarà forse 100% agritettura ma sicuramente è un buon inizio e quando il vostro balcone sarà bellissimo e finalmente green sarete sicuramente presi ad esempio e imitati anche dai vostri vicini, magari proprio da quelli restii a cambiare le cose.