Attenti al fritto: nemico della linea, ma anche dell’ambiente

Raccolta oli esausti PalermoTutti ne siamo consapevoli: il fritto è una di quelle golose tentazioni a cui è difficile rinunciare, anche se sappiamo che fa male alla nostra salute.
Volete una ragione in più per limitarlo alle occasioni speciali? Eccola: l’eccessivo consumo di alimenti fritti non è solo nemico del nostro benessere, ma anche del nostro amico Ambiente.

L’olio esausto dopo la frittura infatti viene solitamente smaltito versandolo nel lavandino della cucina. Niente di più sbagliato! Un solo litro di olio è in grado di inquinare fino ad un milione di litri d’acqua, all’incirca la quantità che una persona occidentale consuma in quattordici anni.Questo perché l’olio fritto, sostanza etichettata non a caso come “altamente inquinante”, dalle fogne raggiunge i pozzi artesiani da cui viene ricavata l’acqua che poi ritorna ai nostri rubinetti. Non solo. Quella parte che raggiunge il mare è in grado addirittura di modificare l’ecosistema marino in prossimità delle zone di scarico.

Cosa fare dunque quando ogni tanto vogliamo concederci qualche peccato di gola?

Molti Comuni italiani hanno all’attivo iniziative per la raccolta dell’olio esausto, che viene poi riciclato e riutilizzato in diversi modi.

Per prima cosa, quindi, lasciate raffreddare il “pericoloso soggetto” e poi raccoglietelo in una bottiglia di plastica. Dopo di che, informatevi presso il vostro Comune. Probabilmente vi verrà indicata l’isola ecologica più vicina a voi dove portarlo. Sarebbe carino organizzare dei turni con i propri vicini di casa, in modo che, una volta a settimana, ognuno ritiri l’olio di tutte le famiglie e lo porti ai luoghi preposti per lo smaltimento. Un’ottima scusa per socializzare mentre si fa del bene all’ambiente…

In alcune cittadine e paesi più piccoli è il Comune stesso ad occuparsi del ritiro settimanale, proprio come un qualsiasi rifiuto da raccolta differenziata. Ne è un virtuoso esempio la città di Como.
Per il momento a Milano l’Amsa si occupa della raccolta degli oli esausti a domicilio solo per le aziende e i ristoranti, mentre non effettua il servizio presso le abitazioni private. Inutile dire che speriamo si adegui presto alle sempre più pressanti esigenze della salvaguardia ambientale!

Ricordo invece l’iniziativa del Comune di Palermo, città bellissima e ricca di storia dove sono stata due estati fa in vacanza, di posizionare dei bidoni come quelli che vedete nella foto in varie zone della città, raggiungibili facilmente a piedi da casa.

Dall’olio riciclato e rigenerato è possibile ottenere prodotti come la glicerina, l’estere metilico per il biodiesel e lubrificanti per le macchine agricole. E’ inoltre largamente utilizzato come combustibile industriale. Ma altre idee interessanti sono già in fase di sperimentazione, come quella di utilizzarlo in campo edilizio come copertura isolante per i tetti, che limiterebbe anche il dispendio energetico dell’abitazione, o come carburante alternativo per le auto.