Un anno di panificazione anche grazie a “Pasta Madre” di Riccardo Astolfi

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La mia pasta madre ha da poco compiuto un anno. Sembra ieri che la prendevo con me. Timida e timorosa (io), spumeggiante e soffice (lei).

In un anno sono cambiate molte cose: ci siamo conosciute, ci siamo apprezzate, ci siamo scontrate e a volte non capite ma alla fine non ho mollato ed  è stato amore. Io che cerco di panificare almeno una volta la settimana,  anche se vorrei avere più tempo e alzare d due, lei  che nel frattempo da solida è diventata liquida e il rinfresco per me non ha quasi più segreti.

Tutto questo è frutto di una passione cresciuta pian piano, se non altro per il profumo che si sprigiona in casa quando il pane è nel forno di cui non potrei più fare a meno, ma anche di scambi continui con chi mi ha contagiato e con chi a mia volta ho convinto ad entrare nel meraviglioso mondo della lievitazione.

Perché i dubbi all’inizio sono tanti: come devo rinfrescare? Il profumo acidulo è normale? E quando vado in vacanza? Ma la temperatura è quella giusta per la lievitazione?

Domande che trovano risposte solo provando e riprovando perché ogni forno è diverso dagli altri, come lo è la farina o l’ambiente in cui l’impasto lievita. E mentre si scoprono i trucchi si impara qualcosa in più anche su se stessi, sulla pazienza e sulla costanza che credevamo di non avere.

In questo anno nulla avrei potuto senza uno sguardo ad internet e a un sito in particolare: pastamadre.net di Riccardo Astolfi, un vero e proprio vademecum per la cura della pasta madre, con consigli, ricette e una popolata community di panificatori in erba e non.

E quando Riccardo ha scritto un libro potevo non averlo?

Come su web anche in questo libro molti suggerimenti, tabelle di conversione tra pasta madre e lievito di birra, descrizione delle farine e poi tantissime ricette dolci e salate con ingredienti  diversissimi che confesso non mi sarei aspettata di trovare in un pane.


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Perché in fondo si impara dal confronto, dalla scoperta, dai tentativi e dagli errori e se poi qualche volta traiamo ispirazione da qualche preparazione consolidata meglio ancora.

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E’ il caso della corona con la salvia che ho fatto qualche tempo fa e che con rammarico non vi posso mostrare nella sua interezza perché appena uscita dal forno è stata assalita dai miei commensali entusiasti, con annesso rischio ustione.

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Ma in fondo anche queste sono soddisfazioni.