La mia prima volta con la pasta fatta a mano

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Mia nonna aveva un’Imperia e preparava lasagne, tagliolini e casoncelli che se non sapete cosa sono vi consiglio di correre immediatamente ai ripari mangiandone un piatto in una delle trattorie di Bergamo Alta. Quelli di mia nonna erano comunque di livello superiore ma questa un’altra storia.

Ultimamente ho pensato di abbinare alla produzione di pane anche quella di pasta fresca e ho chiesto in prestito a mia madre quella stessa Imperia. La macchina l’ho avuta ma da qual momento è iniziata una lunga serie di istruzioni per l’uso: “tieni sempre la farina a portata di mano e spargila sulla macchina così la pasta non si attacca”, “prima stendi l’impasto con lo spessore due e poi più sottile”, “mi raccomando la farina”, “ti ho detto di infarinare per non far attaccare la pasta?”, ma soprattutto raccomandazioni per il lavaggio che ormai “non metterla in lavastoviglie” è il mantra che accompagna i miei giorni e le mie notti.

Ma l’importante è partire col piede giusto, del resto la fiducia è tutto.

In fondo la capisco, qui si parla di vintage. Quello vero. 1967 per la precisione.

Sabato ore otto. Mi alzo di buona lena, è il giorno prescelto per la mia prima pasta fatta a mano. Predispongo gli ingredienti sul piano di lavoro e sistemo con cura lei, ancora scintillante e meravigliosa. Non appena infilo la manovella e sento il primo cigolio, la mia mente mi riporta a quando assistevo alla preparazione della pasta a casa mia e mentre io avrei tanto voluto maneggiare la sfoglia, la mia responsabilità era invece quella di girare la leva, non troppo lentamente e nemmeno troppo velocemente. Dicevo sulla fiducia?

Preparo l’impasto:

200 gr di farina 0

2 uova bio  

Lo lavoro con le mani. Olio di gomito. Lo lavoro ancora. Altro olio di gomito.

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Primo passaggio con spessore a due a cui ne segue un secondo con spessore a uno. Già arrivata a questo punto l’istinto mi diceva di imbastire una lasagna e ciao

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ma mi ero ripromessa le tagliatelle e così vado avanti montando l’apposito attrezzo tagiolini&co.

Ed eccole in bella mostra, tutte infarinate per non farle attaccare fra loro.

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A questo punto non posso non condividere la mia gioia e la mia soddisfazione e inizio a mandare mail random spammando il parentado che mi risponde con un tale stupore e trasporto per la riuscita delle mie tagliatelle che sento dentro di me nascere un sentimento ambivalente per cui non so se essere molto felice oppure un tantino contrariata, dato che leggo in questo entusiasmo aspettative e previsioni di riuscita alquanto basse. Che già mi vedo le mie zie con il banco scommesse “dieci a uno che viene un mappazzone”.

Ma del resto la fiducia ha accompagnato tutta questa mia prima esperienza.

Tempi di cottura: 2/3 minuti a partire dal momento in cui verranno a galla.

Tempi di produzione: 1 ora circa, spamming mail compreso. Considerando che si possono anche congelare, signori, pasta fresca sempre e comunque.

Prossimo obiettivo: cercare il motore per ottimizzare tempi e mani compatibile con la mia Imperia classe 1967. Che ormai siamo sulla scia del vintage e cambiare sul più bello non è cosa.