Le scarpe vegan, -quasi- del tutto biodegradabili

mocassini veganEccomi di ritorno dopo un periodo di assenza piuttosto lungo. No, non ero ancora in vacanza prolungata da Natale, anche se la cosa non mi sarebbe affatto dispiaciuta!
Il silenzio è stato dovuto ad un periodo in cui la mia avventura australiana è stata ancora più concitata e ricca di eventi del solito… non ultimo un nuovo lavoro, presso una compagnia che produce pasta, ravioli, lasagne, sughi e pizze utilizzando solo prodotti freschi e senza aggiunta di coloranti, conservanti o additivi… pensavo fosse impossibile trovare della pasta fresca e amica della salute in Australia e invece… wow!

Insomma, per farla breve ero troppo impegnata ad assaggiare ravioli con ripieno di zucca e pinoli, cannelloni con pollo e funghi e sughi di ricotta e spinaci… ma ora basta con le scuse e passiamo al post vero e proprio 🙂

Leggendo qua e là alcuni siti sullo stile di vita naturale, mi sono imbattuta in un articolo alquanto curioso: quello sulle scarpe vegan.

Ebbene sì, se pensavate che la gamma degli accessori ecologici comprendesse solo borse, occhiali da sole o bijoux, la mia scoperta stupirà anche voi!Uno dei primi a lanciarle in Italia è stato dal calzaturificio marchigiano Defa’s, attraverso l’iniziativa Risorse Future. L’idea è quella di garantire una linea totalmente ecologica, sia nei materiali utilizzati, sia nel processo di lavorazione. Ecologica, ma soprattutto Vegan, ovvero rigorosamente priva di componenti di origine animale.

I materiali utilizzati sono per lo più la canapa, il tessuto di sughero (ottenuto decorticando la corteccia della quercia, e non abbattendo l’intero albero), la bioplastica e i collanti a base d’acqua. Tutti provenienti dall’Italia, ad eccezione della canapa che oggi non è più possibile trovare sul mercato italiano.

 

 

La scelta di indossare scarpe vegan è d’aiuto non solo all’ambiente e alla salute della pelle dei nostri piedi, ma anche delle persone che lavorano le scarpe. Le colle che contengono solventi chimici, infatti, assicurano un processo di asciugatura più rapido, necessario nella produzione industrializzata, ma sono altamente tossiche per l’uomo che le maneggia o le respira.

Infine, le scarpe vegan sono biodegradabili. Se smaltite in un ambiente dove avviene un processo di macerazione, ad esempio nella raccolta differenziata dell’ “umido”, sono in grado di degradarsi fino al 90% in soli 6 mesi. L’obiettivo del calzaturificio è quello di renderle al più presto biodegradabili al 100%. Sapete invece qual è il periodo di degradazione della plastica solitamente utilizzata per le suole delle scarpe? Dai 500 agli 800 anni!!

Insomma, negli anni del grande ritorno del “mocassino”, che ne direste di aiutarci a lanciare una nuova moda? Quella del mocassino
biodegradabile, chic e alternativo…

Photo credits: http://www.ecoblog.it/, http://www.ecoblog.it/