Con Weleda per parlare di donne, gravidanza e benessere del corpo

Sabato. La sveglia presto. Direzione Bereguardo, Cascina Pirola e Cascine Orsine.

Ci accoglie un’atmosfera magica dai camini accesi – perché anche se non vogliamo arrenderci l’autunno è prepotentemente arrivato – crostata di farro e tisana di tiglio, in un luogo in cui vengono raccontate storie di semina,  di tradizione, di raccolto, di amore per la terra e di ritmi lenti.

Un incontro organizzato da Weleda  per parlare di alimentazione, di benessere, di donne e di gravidanza e non importa se un bambino è in programma, in arrivo o se ancora è un dolce pensiero lontano, per prendersi cura di sé non è mai troppo presto.

Attraverso l’alimentazione prima di tutto, perché anche se spesso non ne siamo consapevoli sono tantissimi i fattori ambientali che possono interferire con i naturali ritmi fisiologici del nostro corpo; come la capacità di concepire ad esempio che può essere ridotta a causa di inquinamento e pesticidi e allora via libera ad alimenti biodinamici, cereali integrali biologici e vitamine per cercare di correre ai ripari, facendo affidamento su quei cibi poco conosciuti come la Calvilla Bianca d’Inverno, una qualità di mela di montagna che arriva a contenere fino a 31 gr per etto di vitamina C.

Alimentarsi bene significa equilibrio nelle quantità e nelle qualità di cibo che vengono consumati tutti i giorni ma soprattutto in periodi particolari come può essere quello della gravidanza, dove stare lontane dalle trasformazioni industriali è importantissimo così come assecondare e accogliere i cambiamenti del proprio corpo.

E’ stato come sentirsi raccontare delle storie fatte di donne, di bimbi, di cura e di condivisione, perché il momento della gravidanza è per prima cosa accoglienza, è risparmiarsi per fare posto a qualcun altro di molto importante, imparando poi di nuovo a riprendersi sé stesse e i propri spazi, magari plasmati e diversi da come li abbiamo sempre immaginati.

Storie di come sia importante riportare ogni fase della vita di una donna a un qualcosa di fisiologico e viverlo come tale perché se la medicalizzazione è importantissima e ha permesso di salvare molte vite, un eccesso può dare origine a paure e dubbi che sembrano insormontabili e che invece vanno accettati, capiti e superati parlando e parlando ancora alla ricerca, anche attraverso regole e insegnamenti, di quello che può far stare bene ognuna di noi, unica e diversa dalle altre e che come tale necessita di un percorso privato e personale che le faccia capire quanto essa sia, senza dubbio, un essere sorprendente, meraviglioso e forte oltre ogni immaginazione.

 

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